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| LAVORAZIONE | Fiere | LinkS | ||||
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La lavorazione al tornio di un oggetto in terracotta si svolge in varie tappe delicate, che necessitano di tempi di attesa tali per cui il prodotto finito si può apprezzare solo dopo alcune settimane. Di seguito troverete una breve descrizione corredata di foto che vi consentirà di rendervi conto della lunghezza e della difficoltà del procedimento, ben più articolato del semplice processo di riproduzione mediante la tecnica dello stampo. |
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1. LA PREPARAZIONE La fase preliminare consiste nel taglio di una porzione della grandezza desiderata dal blocco di argilla cruda, e nella modellazione a forma di palla. Segue una fase di "impastamento" sul banco, mirata a far fuoriuscire le bolle d'aria intrappolate nell'argilla, perchè potrebbero compromettere il pezzo durante la cottura. Quando l'argilla è pronta, si preparano gli attrezzi per la tornitura. |
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2. LA TORNITURA Si colloca ora la palla di argilla sul piatto e, mentre il tornio gira, si "centra" esercitando una pressione con le mani. Se l'argilla non è ben centrata, si compromettono tutte le fasi successive della tornitura, perchè uscirà un pezzo "fuori asse". Quando la palla è ben ancorata e centrata, si procede alla fase di tornitura, cioè alla modellazione della forma desiderata tirando le pareti verso l'alto, allargandole o restringendole con l'ausilio di strumenti appositamente preparati e sempre con le mani inumidite per ridurre al massimo l'attrito con l'argilla. |
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| Quando il pezzo ha raggiunto la dimensione e la forma definitiva, si "taglia" via dal cono di argilla con un filo metallico o con una lametta (nel mio caso, con le miniature ho trovato più idoneo l'utilizzo di questo strumento per non rischiare di deformare il pezzo durante il taglio). |
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Una volta lavorati, i
manufatti vengono spostati delicatamente su una tavoletta di legno, dove
resteranno ad asciugare.
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3. LA RIFINITURA Quando il vaso ha raggiunto una consistenza definita "cuoio" (l'argilla si è asciugata quanto basta per garantirne la stabilità e l'indeformabilità ad una delicata pressione delle dita), si procede innanzitutto alla rifinitura della base, qualora occorra dare la curvatura di una ciotola. |
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RIFINITURA
AL TORNIO Questo passaggio si effettua al tornio, riposizionando l'oggetto capovolto e ancorandolo con rotolini di argilla fresca. Mentre il tornio gira, con opportuni strumenti (le mirette) si asporta l'argilla in eccesso, dando la curvatura necessaria al pezzo. |
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Si procede poi all'applicazione di manici, pomelli o altro sulle pareti dell'oggetto, ottenuti da rotolini o striscioline di argilla umida, applicate utilizzando come "colla" un impasto semiliquido di argilla e acqua. |
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4. L'ESSICCAZIONE I pezzi vanno poi lasciati essiccare affinchè si asciughi l'acqua contenuta nell'argilla, in modo lento e graduale. L'asciugatura determina quindi una contrazione del volume del manufatto, di cui si dovrà tener conto nella fase di tornitura. I pezzi che non hanno avuto bisogno di rifinitura al tornio richiedono comunque una rifinitura della base, una volta raggiunta la perfetta essiccatura. RIFINITURA CON CARTA VETRATA Si passa delicatamente l'oggetto su carta vetrata a grana media e poi fine, per levigare il piede su cui poggerà o per togliere eventuali imperfezioni delle pareti o dell'imboccatura. Allo stesso modo si rifiniscono i coperchi, in modo che si incastrino adeguatamente sul vaso. |
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5. LA COLORAZIONE Una volta asciutti, i manufatti possono essere colorati (rivestimento) secondo varie modalità: ENGOBBI, VERNICI E SMALTI. I rivestimenti "a smalto" coprenti danno un certo spessore al pezzo, quindi li utilizzo unicamente per un rivestimento uniforme. Per le decorazioni a pennello utilizzo invece gli engobbi. |
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Gli ENGOBBI sono
rivestimenti di tipo argilloso di svariati colori, da applicare a
pennello sul pezzo crudo ancora leggermente umido.
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Sopra questo strato coprente si possono effettuare decorazioni a pennello sempre con gli engobbi (che io preferisco) oppure con le SOTTOVERNICI colorate, che essendo trasparenti hanno bisogno di un supporto coprente per risaltare. |
| Così si presentano i manufatti dopo la colorazione: con la cottura la terra diventerà rossa, mentre i colori risulteranno solo di una gradazione più scura. |
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Dopo una prima cottura del
manufatto così rivestito, si procede applicando una vernice trasparente
di tipo vetroso (cristallina) e operando una seconda cottura, che
renderà il pezzo impermeabile.
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6. LA COTTURA La cottura dei manufatti consente il consolidamento dell'argilla attraverso un processo irreversibile. Si effettua in un forno elettrico (o anche a gas) per un periodo di circa 8 ore nelle quali si raggiunge gradualmente la temperatura di circa 980°C. A cottura ultimata, si devono attendere quasi 24 ore prima di aprire il forno, per evitare rotture dei pezzi e danni alle resistenze elettriche del forno. I pezzi vengono sistemati sulle mensole interne, con delicatezza e senza che ci sia contatto tra loro. |
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| Dopo aver steso la mano di cristallina sui pezzi usciti dalla prima cottura, si procede con la seconda cottura, che consente la vetrificazione e la brillantezza dei colori. | |
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